domenica 15 gennaio 2017

ARTE CONDIVISA gennaio 017 artekreativa

I colori sono parte integrante della quotidianità mia e di Marco.
Marco dipinge ed io scrivo con le penne colorate. Nei libri foglietti colorati si affacciano qua e là fra le pagine a segnare appunti e idee. Sulle nostre scrivanie, quaderni, matite, fogli. Tutto molto colorato!
Insomma, l'incontro di arte condivisa dedicato ai colori è stato per noi davvero stimolante e affascinante ... ma soprattutto ci siamo sentiti un pò a casa!

Bello scoprire come ognuno di noi possa declinare un colore seguendo sentimenti ed emozioni diverse. 
Un mondo di colori e un universo di parole. Racconti, foto, quadri, poesia, musica, narrazione. 
Tutto si è modellato, plasmato, come creta duttile, seguendo le forme che via via il rosso o il bianco, il giallo o il blu suggerivano.

Grazie a tutte le persone che hanno reso così fantasmagorico questo incontro di gennaio. Il freddo invernale si è sciolto fra discorsi, incontri, confronti ... e due belle stufette portate da casa :)

Hanno partecipato:
Rosa Bucchieri, Alessandra Carnovale, MariaVittoria Catapano, Carmela Ciampi, Sofia Dangio, Andreina Giannini, Marcella Giunti, Carla Montesano, Alfonso Pandolfi, Enrico Proietti, Stefania Spera, Nadia Turella
Appuntamento al prossimo incontro: 12 febbraio


venerdì 13 gennaio 2017

TROPPO AMORE

TROPPO AMORE
Ogni giorno leggiamo storie che ci lasciano il fiato corto. Storie che ci rimandano l'immagine di legami che con l'amore non hanno nulla a che fare.

Il "troppo" indica una misura: amare con misura. E quale è la misura giusta? Chi la stabilisce? Come si individua?

Forse la domanda vera è: la violenza, la vendetta, il terrore, cosa c'entrano con l'amore?

Ci indigniamo giustamente se vediamo qualcuno che maltratta un animale e non pensiamo o diciamo: è troppo animalista!
Ma se una persona picchia, ferisce, terrorizza, uccide una donna, c'è che spiega con il: troppo amore!

"Ci sono uomini che per troppo amore e per troppa gelosia fanno cose che non vorrebbero fare". Leggo che Barbara D'Urso spiega così alla ragazza di Messina, ustionata e ancora sotto shock.
Barbara D'Urso spiega così, in diretta tv, perchè ci sono persone che usano ogni forma di violenza contro il proprio partner, giustificandolo con la parola amore.
Troppo amore. Troppa gelosia. 

Mi indigno. Cerco su altri giornali, per essere certa che la notizia sia vera.
E' confermato. Barbara D'Urso è riuscita a dire questa frase.
Mi indigno. Mi sento ferita. Offesa. Furente. 
Vorrei avere lo stesso spazio, la stessa audience per dire che queste frasi sono sbagliate, dannose, nocive, inquinanti.

E allora lo scrivo. L'amore non giustifica nessuna violenza. Mai. 
L'amore non giustifica nessuna violenza. Mai. 
Lo riscriverei altre mille volte.

Lontano da chi "ama troppo" e dalla TV spazzatura






giovedì 12 gennaio 2017

PAROLE E SCARABOCCHI

PAROLE E SCARABOCCHI
la penna scivola sul foglio. parole, idee, appunti. 
Poi mi fermo a pensare. A inseguire al di là della pagina bianca, un'immagine, una sensazione, un'intuizione.
Ecco, mi sembra di aver ripreso il filo del mio discorso. 
Ma è un filo. E come su un filo, mi dondolo, gioco, prendo tempo. 
La penna scorre di nuovo sul foglio. Misteriosi intrecci appaiono. Si rincorrono. Si incontrano. Mentre io ancora mi dondolo sul filo di una storia che conosco ma ancora non so scrivere.
L'odore dell'inchiostro di alcune penne biro è dolce. Come il mio tempo che passa tra parole e scarabocchi. 

sabato 7 gennaio 2017

NON SONO MAI RIUSCITA A SCRIVERE UN DIARIO

NON SONO MAI RIUSCITA A SCRIVERE UN DIARIO.
Quell’appuntamento quotidiano con una pagina su cui scrivere quello che succede giorno per giorno. Incontri, telefonate, confidenze.
Ho provato per due anni. Ma la scrittura di quelle pagine era un incontro forzato, obbligato. Scrivevo poche cose e senza troppo spessore.
Tutto il resto della mia scrittura continuava a viaggiare su quaderni, blocchi, computer.
Il disordine dei fogli fa parte della mia creatività.
L’ordine con cui conservo fogli, foto, appunti è l’altra parte.
Un disordine ordinato, colorato e senza regole
E proprio mettendo in ordine alcune foto fatte qualche giorno fa al Macro di Via Reggio Emilia, rivivo lo stupore dei fogli scritti a mano, degli appunti, dei block notes.
I disegni e gli appunti di lavoro di Prampolini ancora una volta mi hanno sorpreso. Come sempre mi accade quando vedo i fogli sparsi, i block notes, le annotazioni di un artista.
Idee messe su carta in attesa di trasformarsi in lavori. Parole pronte per trasformarsi in racconti.
Fogli sparsi che narrano di pensieri, intuizioni, colori. Cerchi di decifrare, capire, cogliere. Un viaggio nel viaggio.
Non ho mai scritto un diario, giorno per giorno. Ma di ogni mostra, spettacolo, libro ho annotazioni, schizzi, foto.
Un diario mio … ovviamente un po’ disordinato.




lunedì 2 gennaio 2017

UNA BELLA SCULACCIATA ... UNA VOLTA OGNI TANTO CI VUOLE

UNA BELLA SCULACCIATA ... UNA VOLTA OGNI TANTO CI VUOLE
anche in Francia, una legge sancisce che non si possono usare punizioni corporali con i bambini. Non sono educative. Anzi dannose.
Leggo l'articolo e spero che presto anche in Italia si faccia una legge del genere. E mi dispiace pensarlo. Mi dispiace pensare che sia necessario sottolineare che questa linea educativa è sbagliata.
La paura non educa.
Certo viviamo in una società dove bambini e genitori hanno poca considerazione. Mancano gli asili nido, mancano le strutture, manca un piano di sostegno ai genitori. Dobbiamo chiedere di più.
Ma rimane il fatto che la paura non educa.
Da bambina non ho mai ricevuto schiaffi o sculacciate. Solo una volta, mia madre disperata per il mio disordine, uscendo dalla stanza mi diede uno schiaffo su una gamba. Mi offesi moltissimo.
Ho parlato spesso con adulti che da bambini sono stati sculacciati o hanno ricevuto schiaffi. Le narrazioni sono diverse. Chi le ricorda ancora con rabbia, chi invece attribuisce un valore affettivo.
E' vero che non basta evitare le pene corporali per annullare la paura come strumento educativo. Ci sono le minacce, i silenzi, i castighi.
Ci sono tutti quei ricatti che da grandi noi combattiamo. Quei ricatti contro i quali da grandi ci ribelliamo.
E cerchiamo il dialogo, il confronto, lo scambio. Fatichiamo a volte. E fatichiamo molto.
Anche a parlare, dialogare, confrontarsi, bisogna educare ed educarsi.
E allora spero che in Italia diventi inutile una legge contro le sculacciate.

foto di un dettaglio di un'installazione di Marco Tullio Dentale

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/01/02/news/sculacciate_ai_bambini_addio_in_52_paesi_sono_vietate_per_legge-155255597/


SCINTILLE



Scintille. 
Mi piace questa parola.
Scintille.
Istanti luminosi.
Punti di energia da cercare, da contare, da segnare come su una mappa
Punti dai quali partire, scivolando lentamente di scintilla in scintilla.
Intuizioni
Pensieri che si illuminano
Parole da appuntare per seguire il filo impalpabile delle idee
Come un'acrobata, sospesa nell'aria per un istante, afferro la prossima scintilla e vado di idea in idea, di pensiero in pensiero
Lasciarmi condurre dall'istante, dalla sensazione, dall'intuizione
Voglio fidarmi delle mie scintille.

lunedì 19 dicembre 2016

ARTE CONDIVISA dicembre 016

... pensare che questa domenica di dicembre era iniziata con diverse persone che avevano dovuto rinunciare all'ultimo minuto a partecipare per influenze e varie. E noi ci eravamo convinti sarebbe stato più difficile l'incontro.
E invece ... ci siamo stupiti ancora una volta!
Narrazione e Arte Condivisa.
Questo progetto è nato anni fa e continua ogni volta a regalarci emozioni.
Le immagini, le storie, le foto, i commenti, le domande, le riflessioni si sono susseguite una dopo l'altra. Con la voglia di ascoltare, capire, condividere.
Ci piace questo "cerchio delle storie" allargato. Ci piace la semplicità con la quale ci confrontiamo.
Hanno raccontato con noi
Alessandra Carnovale
Marcella Giunti
Marco Mazzanti
Alfonso Pandolfi
Enrico Proietti
Nadia Turella
Grazie a Valeria Consoli e Emma per la partecipazione attenta e stimolante
e all'Arcobaleno che ospita questa rassegna



FESTIVAL DELLE STORIE E ARTE CONCETTUALE?!?!?

Arte concettuale?!?!? Cosa c'entra l'arte concettuale con la narrazione creativa?!?!? E poi i sogni di bambino??!?
Se poi ci metti 3 sedie, delle foto e delle firme ... allora non ci si capisce più niente!
Ok, raccontata così sembra una faccenda pò strampalata, ma per arrivare al festival delle storie alla libreria il Mattone con il laboratorio di narrazione Pop, bisogna partire da qui!

Nel corso del laboratorio infatti ho chiesto di raccontare il proprio sogno di bambino, il famoso “cosa farai da grande”. Poi ciascuno ha raccontato se stesso, come se fosse diventato davvero quello che pensava da bambino. E allora ecco capostazioni e macchinisti ferroviari, giornalai, dottori, clown, ballerine, cantanti, sarte, astronauti trapezisti, scrittori, western girl. Ciascun narratore ha così costruito il proprio “avatar”.
 
Poi ho presentato il lavoro di Kosuth, le tre sedie, che diede il via proprio all'arte concettuale. L'opera è composta da una sedia, la foto di una sedia, la definizione della sedia. In questo modo l'artista metteva in evidenza il rapporto fra immagine e parola.

Facendo riferimento a questo lavoro, ogni narratore ha cercato un’immagine, un particolare, un dettaglio che raccontasse il proprio personaggio. La trapezista ha scelto un airone, la ballerina le proprie scarpe, la sarta ha scelto della stoffa segnata dal rosso di un ago che punge un dito troppo frettoloso. E poi un giornale letto su una panchina, un naso rosso, un cappellino, un autografo ripetuto più e più volte.

Con un lavoro di gruppo, corale, intenso, allegro, pieno di energia … siamo arrivati alla serata del Festival delle Storie.
Tante storie, tante emozioni, tante cose da guardare, ascoltare, condividere.

Abbiamo raccontato con le parole scritte, le parole narrate, le immagini.

E poi grazie alla narrazione fotografica -una bellissima serie di istantanee realizzate durante un incontro di laboratorio- abbiamo potuto presentare il nostro scrivere/raccontare/stare insieme.

Narrazione Pop. Quando questa estate lavoravo alla preparazione del laboratorio, ero piena di energia, idee … ma anche di dubbi. Intrecciare insieme elementi, esperienze, linguaggi diversi non è mai facile. Non sai mai fino a che punto riuscirai a spiegare, realizzare, coinvolgere. Poi inizi il laboratorio e il gruppo, la sinergia, la voglia di condividere non solo ti tolgono ogni dubbio ma ti danno la carica per immaginare nuovi percorsi.

Il Festival delle Storie di dicembre è … la ciliegina sulla torta! Aspettando gennaio per continuare J
Grazie a tutti coloro che sono venuti ad ascoltare e guardare le storie.
Grazie a tutti i partecipanti al laboratorio che non smettono mai di stupirmi per la loro energia e vitalità
Emanuela Zambardii, Valerio Maggi, Vincenzo Napoli, Claudio Carli, Stefania Palombi, Rossella Palombi, Andrea Gattoni, Mirella Colotto, Giuliana Croce, Massimo Scacco, Carla Montesano, Alessio Zambardi.
Grazie alla libreria il Mattone che ospita questa bellissima esperienza

Le foto sono Giorgia Sallustio



lunedì 5 dicembre 2016

SCRIVERE SUI QUADRI

Oggi Galleria Nazionale. Arte moderna e contemporanea in sale ampie, luminose. Nuovo allestimento. Nuovi percorsi. Ma le mie abitudini rimangono le stesse. Guardo, osservo e scrivo. Ogni lavoro mi racconta.


Appunti sparsi dal mio taccuino.

Il lavoro di Fontana "Concetto spaziale - Attese" mi costringe ad avvicinarmi. I tagli, segni distintivi dell'artista, sembrano dipinti. Devo avvicinarmi per capire che sono veri. Come con certe situazioni. Devi avvicinarti per comprendere. La realtà vista distrattamente sembra finta. Confondiamo realtà e fiction. Per capire, comprendere, conoscere, devi avvicinarti. Confrontarti. Dialogare.

I lavori di Baruch, Catelani e Burri si trovano in sale diverse del museo. Ma li ho letti come punti di interpunzione di uno stesso testo. I lavori di Baruch e Catelani mi hanno raccontato storie diametralmente opposte. Aperture e chiusure. Pubblico e privato. Guardare e nascondere. Spazi che si aprono nella stoffa. Spazi che si chiudono e celano. Come spazi teatrali vuoti, come pagine bianche da scrivere, come parole da nascondere.

Ora il lavoro di Burri "Grande plastica" Aperture, lacerazioni, buchi, cuciture, tagli. Fatica per uscire, andare oltre, superare barriere e limitazioni. Fatica per ricucire parti, brandelli, elementi e ritrovare una propria identità.
Tutti i giorni mi sembra di assistere e vivere questa dimensione. Nascondere fragilità, trovare poi il coraggio per mostrarsi. E poi sentirsi il mondo addosso: graffi, carezze, assenze e un'immensa voglia di vivere.


Rondinone "Bersaglio". Mettere a fuoco. Scegliere il proprio obiettivo. Cosa fare. Dove andare.
Mettere a fuoco. Valutare mezzi, costi, ricavi. Ottimizzare tempo, energia, impegno.
Razionalizzare. E poi perdersi nei colori. Dimenticarsi di obiettivi, progetti, razionalità. Perdersi nei colori e lasciare la fantasia libera, fra colori sfocati, senza obiettivo.

Piero Dorazio "Composizione astratta (ognuno tesse le sue indulgenze)"
Conosco benissimo questo lavoro. Ma solo oggi ho letto il sottotitolo. Ognuno tesse le sue indulgenze. Bellissimo e vero.

Alberto Giacometti "Tete qui regarde" Sottile, Finissimo. Impalpabile. Devi metterci attenzione e intuizione. Ti guarda questo lavoro. Ma devi aver voglia di lasciarti guardare. Un lavoro così leggero eppure così forte. Un lavoro che parla ad una parte profonda di me.

Alain Jacquet "Dejenuer sur l'herbe". Guardo il lavoro e sorrido. Penso a Warhol e al quarto d'ora di notorietà che spetta a tutti. Un quarto d'ora per tutti. In attesa facciamo le prove. Posiamo, come in un quadro, alla ricerca del nostro profilo migliore. Narrazione Pop.

Arrivo poi nella sala che rimbomba fuoco e armi. Ad angolo due lavori distanti per epoca e tecnica: Burri "Grande rosso" e Cammarano "Battaglia di San Martino". La battaglia di San Martino ... sì me lo ricordo questo nome. Una pagina sbiadita che salta fuori da un vecchio libro di storia.
E poi il rosso. Il grande rosso di Burri. Che salta fuori dalle pagine dei giornali, dalle immagini che si rincorrono sui video. Rosso guerra e fame. Rosso rabbia e disperazione. L'arte mi commuove.

Entro nella sala dedicata alle migrazioni di ieri e di oggi. Quadri, foto, video. Su una porta una scritta di servizio: solo uscita di emergenza. Strana ironia casuale e involontaria.
Giro per il museo con il mio taccuino degli appunti. Colori, forme, dimensioni. Nell'arte trovo le mie storie.










































sabato 3 dicembre 2016

ARCOBALENO: IL TEMPO DELLO STUPORE

Ti affacci per caso in strada e ... eccolo! Che bello!
Le cose che mi piacciono mi fanno sorridere e ridere.

Con l'ombrello in una mano e il telefono nell'altra, in strada a fotografare il cielo.
Io e Marco a indicare. 
Passano due persone che chiacchierano distratte. 
Guardate che bello! diciamo puntando il dito verso il cielo
Ci rispondono con un vago: sì sì. E riprendono a chiacchierare stanche.
Ma come si può non guardare l'arcobaleno!

Un ponte colorato nel cielo.
Arcobaleno e ponti. E di ponti avremmo bisogno. Passaggi. Incontri. Scambi.

Attenzione, tempo e stupore. Tempo per fermarci a guardare un arcobaleno e stupirci.

Poi la luce in un istante cambia. E i colori in silenzio smettono di brillare. 
Rientro in casa. 
Riprendo a scrivere e lavorare. Sulle dita, che battono sui tasti, un pò di colore e stupore.



LE CANTASTORIE: STORIE DOLCI E SALATE

LE CANTASTORIE
Tutte donne. Tutte con la voglia di raccontare, condividere, narrare. Ma donne che hanno deciso di ritagliarsi del tempo e di "riempirlo" con creatività.
Le Cantastorie sono un gruppo tutto al femminile che attraverso la narrazione, la scrittura, l'espressione creativa, condivide storie e memoria. 

Conduco questo laboratorio da diversi anni.
Se penso a quando abbiamo iniziato mi rendo conto di quanta strada hanno fatto. 

In un quartiere romano periferico, senza strutture aggregative, nessun cinema, nessun teatro, questo "manipolo" di donne scrive, racconta, narra. 
E' pronto ad "occupare" gli spazi che vengono proposti e a riempirli di parole, energia e partecipazione. 

Credo molto in questo progetto. Narrazione e socialità. Scrittura e partecipazione. Teatro e recupero di forme aggregative culturali.

Le Cantastorie. Un gruppo di narratrici di frontiera, pronte ogni volta a sperimentare.
Sono orgogliosa del loro impegno, della loro voglia di fare, sperimentare, provare. 

Oggi, un nuovo spazio! Abbiamo inaugurato la stagione del caffè letterario di Crema e Cioccolato. E infatti dopo le storie ... cioccolata calda! E intorno al tavolo, progettavamo già nuove storie :)

Grazie a Milena, a Domenico e a Crema e Cioccolato per lo spazio e l'ospitalità e grazie a tutte le persone che hanno partecipato con applausi e sorrisi






giovedì 1 dicembre 2016

IL MIO COLORE PREFERITO

IL MIO COLORE PREFERITO 
colori colori colori ... difficile scegliere quale colore mi piace di più.
anche se, lo ammetto, ho una passione speciale per il GIALLO e l'ARANCIONE! 
certo il BLU è bellissimo. 
il VERDE mi emoziona.
il VIOLA mi intriga. 
quello che mi piace in modo particolare è abbinare i colori. 
Abbinare i colori quando mi vesto. Abbinare i colori sul mio tavolo da lavoro. 
Abbinare i colori quando scrivo :)
e a te, quale colore piace di più?
sono curiosa, fammi sapere
(aspettando di iniziare il laboratorio Scrivere a Colori)

mercoledì 30 novembre 2016

VOGLIO UN ANNO TUTTO A COLORI

VOGLIO UN ANNO TUTTO A COLORI!
La penna giusta me l'hanno già regalata ;) ed io sono pronta ad iniziare!

A gennaio parte un nuovo laboratorio di scrittura, creatività e colori!

Da l’11 gennaio, per 6 mercoledì dalle 18 alle 20 SCRIVERE A COLORI!

Parole, colori, storie, arte, narrazione, si incontrano, mescolano, impastano.
Un laboratorio di scrittura molto creativo e dinamico.

Ogni incontro è dedicato ad un colore.

Iniziamo con il BLU. Il mondo dell’arte è molto blu! Dal cielo stellato di Giotto a Chagall al blu Kline. In musica il blu del blues. Nella moda il blu per un’eleganza “misurata”. Colore che assoceremo alla nostra capacità mnemonica, distinguendo memoria affettiva e memoria sensoriale. Un colore che ha molti significati e scrivere “in blu” ci permetterà di esplorare il mondo delle emozioni.

Ed ora il ROSSO. Un colore forte ed intenso. Un colore che emana il calore del fuoco –come nei lavori di Burri- ma anche colore avvolgente -come nelle pitture pompeiane. Rosso primitivo, passionale. Il colore preferito da molti bambini. Scrivere “in rosso” sollecita indubbiamente passione e gioco.

Il VERDE ci porterà in una dimensione fortemente legata alla natura. Dai lavori della Land Art partiremo per un viaggio dove scoprire i diversi significati del verde e le loro possibili trasformazioni in narrazione. Attraverso alcuni esercizi teatrali, sperimenteremo il movimento lento, l’attenzione mirata, l’immedesimazione. Scrivere “in verde” ci permetterà di scoprire il nostro rapporto con l’ambiente.

Il GIALLO mette suscita emozioni e pensieri molto diversi. Gli stessi significati del giallo sono molteplici. Per l’arte visiva noi faremo riferimento, fra gli altri, a Van Gogh, Rotko e Modigliani. Come elemento naturale, assoceremo il giallo al calore solare, vitale e luminoso. “Scriveremo in giallo” e lavoreremo sulla scrittura epistolare.

ARANCIONE
e VIOLA: spazio all’energia e alla trasformazione. Questi colori nei lavori di O’Keeffe, Renoir, Matisse –solo per citarne alcuni- sono intensi e pieni. Ci lasceremo coinvolgere dall’energia dell’arancione e dalla riflessione del viola. Esercizi di narrazione collettiva e movimento teatrale ci permetteranno di scoprire la dimensione del gioco, ottimo spunto per nuove storie. Scrivere “in arancione e viola” è stimolante e divertente.

BIANCO e NERO. Solo a scrivere questi due colori, affiorano immagini e situazioni. Per l’arte faremo riferimento a Man Ray, Segal e Moore. Bianco e nero come contrasto, contrario e infine equilibrio. Colori dai significati diversi a seconda della cultura di riferimento. Colori neutri per definizione e che invece sono molto intensi nel nostro immaginario. Scrivendo in “bianco e nero” per delineare i tratti salienti di alcuni personaggi.

· Durata: 6 incontri, ogni Mercoledì dall'11 Gennaio! orario 18-20
· 2 ore per ogni incontro
· Dove: via degli Aurunci 20, Roma, San Lorenzo City
· Per modalità di iscrizione e contributo: chiamare il 3459702288 o scrivere a paola.madau@progettograf.it

martedì 29 novembre 2016

CALEIDOSCOPIO DI EMOZIONI

CALEIDOSCOPIO DI EMOZIONI
Sono frammenti. Parole. Idee. Storie. Riflessioni.
Leggo tutti i messaggi che sono mi arrivati, sia pubblici sia privati, per il post Io non ho figli.


Sono frammenti di storie. Li ricompongo come fossero un puzzle. 
Osservo un quadro colorato, in continua trasformazione, evoluzione. Un caleidoscopio. Frammenti di colore che di muovono a disegnare forme sempre nuove.


Maternità e paternità raccontati con delicatezza, emozione, energia, scelta. Perché io e tutti coloro che mi hanno scritto -con o senza figli- condividiamo un frammento di storia, emozione, pensiero.


Scrivo e racconto storie. Questo il mio lavoro. E questa è una bellissima storia narrata insieme.


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