domenica 19 febbraio 2017

ṴN̰A̰ ̰S̰ḚR̰A̰T̰A̰ ̰D̰Ḭ ̰T̰ḚA̰T̰R̰O̰ ̰Ḛ'̰ ̰ṴN̰ḬC̰A̰.̰

ṴN̰A̰ ̰S̰ḚR̰A̰T̰A̰ ̰D̰Ḭ ̰T̰ḚA̰T̰R̰O̰ ̰Ḛ'̰ ̰ṴN̰ḬC̰A̰.̰
Irripetibile. Non ci sarà un’altra serata uguale. Non ci sarà un altro spettacolo uguale.
Andare a vedere uno spettacolo vuol dire essere spettatore e attore insieme.
E’ l’energia degli spettatori, la loro reazione, il loro modo di seguire, applaudire, ridere, commuoversi, partecipare a influenzare gli attori.
Una serata di teatro è sinergia. Autori, attori, musicisti, pubblico.
Se poi il teatro lo fai in spazi alternativi, il pubblico allora è davvero speciale.
C’è un patto fra attori e pubblico, si crea complicità. Riempiamo insieme di storie, voci, suoni, emozioni, spazi alternativi.
Se poi a tutto ciò aggiungi un libraio speciale. Allora sei venuto a vederci alla libreria Il Mattone!


sabato 18 febbraio 2017

LIBRERIA TLON

proprio una bella atmosfera! 
come dire una serata colorata! un pò ... rosa confetto, un pò ... giallo mimosa, un pò ... verde limone :) 
ma soprattutto una serata colorata di allegria, sorrisi e partecipazione
grazie 


lunedì 13 febbraio 2017

arte condivisa febbraio 2017 artekreativa

Arte, amici, musica, figli, vita, libertà, amanti, sogni, viaggi. 
All'incontro di arte condivisa abbiamo scoperto quanti nomi diversi ha l'amore. 
Foto, racconti, poesia. Le parole si sommano alle immagini. 
L'atmosfera è sempre più rilassata e curiosa. C'è voglia di stare insieme. Condividere.
E per la magica alchimia di questi incontri, emozione e riso, commozione e allegria, si sono ancora una volta mescolati. 
Grazie a tutte le persone che partecipano. 
Condividere storie, racconti, immagini è semplicemente vitale.
Vi aspettiamo al prossimo incontro: domenica 12 marzo ore 11 :)


venerdì 10 febbraio 2017

DONNE. Senza se e senza ma

DONNE. Senza se e senza ma. 
Per screditare una donna, si fa leva sull’aspetto fisico e sessuale. Per sminuire le donne si fa anche così. 
Non si parla di ciò che pensano e fanno, non ci si confronta con le loro idee. Ma si fanno commenti sul loro aspetto fisico e si fanno illazioni o si danno giudizi sulla loro vera o presunta vita sessuale.
Cosa pensa una donna. Cosa fa una donna. Poco conta. Più facile offendere.
E allora senza se e senza ma. Solidarietà sempre e comunque a tutte le donne che subiscono questo. E se sono donne impegnate in politica, solidarietà al di là di ogni appartenenza politica.
Io mi sento offesa in prima persona per le frasi rivolte a Laura Boldrini, a Giorgia Meloni e oggi a Virginia Raggi.

E quando ad offendere sono le donne mi sento colpita ancora di più. Ma siamo forti, siamo tante. Resistiamo. Senza se e senza ma.

giovedì 9 febbraio 2017

MARGHERITE DA SFOGLIARE

Ma la realtà da che parte sta? Cosa è vero e cosa è falso?

In questi giorni di fake news e post verità, l’arte ancora mi fa riflettere con la bellissima installazione “Arrivederci” di Daniela Perego al Macro
Entrare nella sala è stato emozionante. Sulle pareti margherite. Ovunque margherite. Disegni di margherite, margherite secche,  margherite fatte all’uncinetto.
Lo stesso elemento narrato in modi diversi. Uno spazio pieno di vita, uno spazio dove forza e delicatezza comunicano

Realtà, trasformazione, immagine.
Realtà, irrealtà, quasi realtà. Trasformazione della realtà.
Ma le margherite vere quali sono?
Quali margherite riconosciamo come vere?

Rifletto e mi commuovo guardando a terra in un angolo delle margherite. Lasciate. Abbandonate. Dimenticate.
La commozione e la partecipazione: da che parte stanno?
E di nuovo mi chiedo quale sia la realtà.
I naufraghi dell’isola dei famosi o i migranti sui barconi.
Il capo buono e gentile del Boss in incognito o i lavoratori cassa integrati.
I MasterChef che buttano a terra un soufflé non riuscito o le file alla mensa dei poveri
Margherite da sfogliare.










lunedì 6 febbraio 2017

COSTRUZIONE DI UNA PAURA


Macro via Reggio Emilia. Mostra di Anish Kapoor.
Avevo già visto la mostra. Alcuni lavori interessanti. Altri meno.
Ma un lavoro mi aveva colpito. E torno a guardarlo.
Ancora una volta mi coinvolge.
Titolo dell’opera: Courtain.
Un lavoro che vedi e non vedi. Ci sono teli che nascondono frammenti, brandelli, ossa, rosso.
Fra tutti i lavori, è quello che mi colpisce di più.
Non si vede. Si vede poco. Si intuisce. Si percepisce. Si immagina.
E contemporaneamente non si vuole intuire, non si vuole immaginare.
Nella costruzione delle mie paure, questo lavoro mi chiama, mi specchia, mi svela.
Guardo. Intravedo. Ed ho paura. Voglia di strappare quel telo. Svelare. Scoprire. Guardare.
E nell’atto di farlo, nell’istante prima di farlo, suggestioni, immagini, sovrapposizioni. La mia paura è tutta qui.
Mi fermo a riflettere quanti teli, quanti veli, quanti muri ho costruito davanti alle mie idee, desideri, voglie, intuizioni, progetti, solo per paura.
Paura di realizzare. Di provare. Di fallire. Di sperimentare me stessa. Paura di scoprirmi capace e di fare altre scelte. Paura di essere più forte o più debole. Più libera o più legata. Paura di scoprirmi diversa da come mi ero immaginata.

Paura di guardarsi.
L'arte ancora una volta mi racconta una storia. Mi fa da specchio. Mi permette di trovare una strada. E questo cancella la paura. O forse semplicemente la mostra e quindi la rende accettabile e superabile.

domenica 5 febbraio 2017

PRONTO E' IL TEATRO?

PRONTO E' IL TEATRO?
anche a noi è capitato. ma noi siamo stati più fortunati.
la nostra signora telemunita siede in terza fila.
mezze luci in sala. chi è di scena. buio. inizia lo spettacolo. poche battute e si sente: driiiin ... driiiin
la signora in terza fila tira fuori il telefono dalla borsa e risponde.
aspetta, lo riscrivo.la signora in terza fila tira fuori il telefono dalla borsa e risponde.
aspettiamo un minuto. ma la conversazione telefonica della signora non si interrompe.
interrompiamo alloranoi lo spettacolo e chiediamo alla signora di chiudere la telefonata. la signora ci fa un segno con la mano come a dire "un attimo" e poi all'interlocutore telefonico "qui stanno facendo uno spettacolo ... sì sì ... dopo ti telefono e ti dico come è"
il teatro è fatto da attori, registi, tecnici, fonici, scenografi, costumisti, trovarobe (che in molte compagnie vuol dire che ciascuno fa 6 o 7 cose insieme). Ma il teatro lo fa anche il pubblico. Senza pubblico il teatro sarebbe ... difficile, direi impossibile.
bello vedere a teatro tutti i posti occupati. anche a se a volte ... meglio no.

martedì 31 gennaio 2017

CLICK! FATTO!



CLICK! FATTO!
Quante volte mettiamo mi piace ad una notizia che ci coinvolge? Quante petizioni firmiamo online? Quanti parteciperò clicchiamo per un evento sociale?
La nostra partecipazione sociale attiva si risolve, spesso, in un click.
Un istante sufficiente a scaricarci la coscienza, a sopire la nostra indignazione, a colmare la nostra voglia di partecipazione. 
Tutto nel tempo di un click.

Preparando il laboratorio di Narrazione Pop, questo tema è al centro di una serie di incontri. 
Dai non luoghi di Marc Augè -aereporti, grandi magazzini, stazioni ecc.-  alla "azione inattiva".
Facciamo, diciamo, partecipiamo ... tutto in un click.

Azione inattiva. Tutto sospeso, tutto congelato, tutto risolto. In un istante. 
Tensioni, pulsioni, pensieri, ragionamenti, domande: tutto risolto. 
Senza nemmeno alzarsi dalla sedia. Click.

Ho ripreso in mano i libri di Augusto Boal e il suo teatro dell'oppresso. Teatro come azione sociale.
E ancora una volta ho riletto e sottolineato passaggi e frasi. Ancora una volta stupita dalla determinazione di questo artista.

E così al laboratorio di Narrazione Pop si discute di realtà virtuale e azione sociale. Di comunicazione e di confronto.

Ancora una volta mi convinco di quanto fantastico sia il potenziale della rete, della tecnologia, di internet e di quanto sia fondamentale il pensiero critico individuale.

Ho scelto queste sono foto di una installazione di Marco Tullio Dentale "Piazza Dentale delle grandi sculture". 
Una piazza dove la gente cammina, passa, attraversa. Uno scultore al lavoro. Ed un solo passante fermo a guardare. 
Velocità, tempo, spazio, distanza. 
La dimensione di un teatro dove guardare, osservare. E si vuole, cambiare.


giovedì 26 gennaio 2017

GLI ARTISTI PENSANO MA NON SEMPRE FANNO

Ho appena finito di leggere il libro di Agata Boetti “Il gioco dell’arte”.
I lavori di Alighiero Boetti raccontati dalla figlia, attraverso una quotidianità fatta di colori, carta e numeri.
Un libro pieno di immagini, foto, disegni. Un libro ricco, bello da leggere e da sfogliare.
La fissazione di Boetti per i numeri, il contare tutto -anche le lettere che componevano una frase-, gli eccessi da acquisto compulsivo, la sua passione per il rosso, si rincorrono in una narrazione tenera ed affettuosa.
Mi sono sempre piaciuti tanto i lavori di Boetti. Certo aver letto che tutti i suoi lavori della serie Biro, sono stati pensati da lui ma realizzati da altri mi è un po’ dispiaciuto. Ma il fascino della sua arte rimane. Anche se … alcune storie raccontate –ripeto con tenerezza dalla figlia- mi hanno lasciato una strana sensazione.
Rifletto sul concetto di manualità da parte di un artista. Pensare i lavori e farli realizzare ad altri. È strano. Non toglie nulla alla genialità, all’intuizione, ma forse toglie qualcosa a quel fascino che gli artisti portano con loro.

A volte conoscere la vita privata degli artisti è esaltante, a volte … lascia una strana sensazione.

domenica 22 gennaio 2017

IL FRICCICO DEL DEBUTTO

C'è un prima e un dopo.
C'è l'attesa e lo stupore.
C'è il friccico del debutto e i sorrisi del finale.
Un applauso per iniziare, un applauso per salutare
Lo spettacolo è tutto in questo spazio di tempo.
Tra l'attesa prima e i commenti dopo.
Tra le battute da ripassare prima di cominciare e le chiacchiere dopo aver finito
Lo spettacolo è tutto in questo magico spazio di tempo.
Prima e dopo.
E quando finisci hai già voglia di ricominciare

Ieri sera al Mattone il nuovo spettacolo "A teatro non si dice, a teatro non si fa"

Grazie ad Alessio che apre la sua bella libreria per ospitare questa rassegna di teatro e narrazione.
Grazie a tutti quelli che sono venuti e appuntamento al prossimo spettacolo.
E per chi non è venuto ... come non siete venuti allo spettacolo?!?!? vi aspettiamo allora alla prossima :)




sabato 21 gennaio 2017

STASERA AL MATTONE

... e intanto prepariamo copione e valigia per stasera
A teatro non si dice A teatro non si fa, ore 21 alla libreria Il Mattone

domenica 15 gennaio 2017

ARTE CONDIVISA gennaio 017 artekreativa

I colori sono parte integrante della quotidianità mia e di Marco.
Marco dipinge ed io scrivo con le penne colorate. Nei libri foglietti colorati si affacciano qua e là fra le pagine a segnare appunti e idee. Sulle nostre scrivanie, quaderni, matite, fogli. Tutto molto colorato!
Insomma, l'incontro di arte condivisa dedicato ai colori è stato per noi davvero stimolante e affascinante ... ma soprattutto ci siamo sentiti un pò a casa!

Bello scoprire come ognuno di noi possa declinare un colore seguendo sentimenti ed emozioni diverse. 
Un mondo di colori e un universo di parole. Racconti, foto, quadri, poesia, musica, narrazione. 
Tutto si è modellato, plasmato, come creta duttile, seguendo le forme che via via il rosso o il bianco, il giallo o il blu suggerivano.

Grazie a tutte le persone che hanno reso così fantasmagorico questo incontro di gennaio. Il freddo invernale si è sciolto fra discorsi, incontri, confronti ... e due belle stufette portate da casa :)

Hanno partecipato:
Rosa Bucchieri, Alessandra Carnovale, MariaVittoria Catapano, Carmela Ciampi, Sofia Dangio, Andreina Giannini, Marcella Giunti, Carla Montesano, Alfonso Pandolfi, Enrico Proietti, Stefania Spera, Nadia Turella
Appuntamento al prossimo incontro: 12 febbraio


venerdì 13 gennaio 2017

TROPPO AMORE

TROPPO AMORE
Ogni giorno leggiamo storie che ci lasciano il fiato corto. Storie che ci rimandano l'immagine di legami che con l'amore non hanno nulla a che fare.

Il "troppo" indica una misura: amare con misura. E quale è la misura giusta? Chi la stabilisce? Come si individua?

Forse la domanda vera è: la violenza, la vendetta, il terrore, cosa c'entrano con l'amore?

Ci indigniamo giustamente se vediamo qualcuno che maltratta un animale e non pensiamo o diciamo: è troppo animalista!
Ma se una persona picchia, ferisce, terrorizza, uccide una donna, c'è che spiega con il: troppo amore!

"Ci sono uomini che per troppo amore e per troppa gelosia fanno cose che non vorrebbero fare". Leggo che Barbara D'Urso spiega così alla ragazza di Messina, ustionata e ancora sotto shock.
Barbara D'Urso spiega così, in diretta tv, perchè ci sono persone che usano ogni forma di violenza contro il proprio partner, giustificandolo con la parola amore.
Troppo amore. Troppa gelosia. 

Mi indigno. Cerco su altri giornali, per essere certa che la notizia sia vera.
E' confermato. Barbara D'Urso è riuscita a dire questa frase.
Mi indigno. Mi sento ferita. Offesa. Furente. 
Vorrei avere lo stesso spazio, la stessa audience per dire che queste frasi sono sbagliate, dannose, nocive, inquinanti.

E allora lo scrivo. L'amore non giustifica nessuna violenza. Mai. 
L'amore non giustifica nessuna violenza. Mai. 
Lo riscriverei altre mille volte.

Lontano da chi "ama troppo" e dalla TV spazzatura






Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...