lunedì 5 dicembre 2016

SCRIVERE SUI QUADRI

Oggi Galleria Nazionale. Arte moderna e contemporanea in sale ampie, luminose. Nuovo allestimento. Nuovi percorsi. Ma le mie abitudini rimangono le stesse. Guardo, osservo e scrivo. Ogni lavoro mi racconta.


Appunti sparsi dal mio taccuino.

Il lavoro di Fontana "Concetto spaziale - Attese" mi costringe ad avvicinarmi. I tagli, segni distintivi dell'artista, sembrano dipinti. Devo avvicinarmi per capire che sono veri. Come con certe situazioni. Devi avvicinarti per comprendere. La realtà vista distrattamente sembra finta. Confondiamo realtà e fiction. Per capire, comprendere, conoscere, devi avvicinarti. Confrontarti. Dialogare.

I lavori di Baruch, Catelani e Burri si trovano in sale diverse del museo. Ma li ho letti come punti di interpunzione di uno stesso testo. I lavori di Baruch e Catelani mi hanno raccontato storie diametralmente opposte. Aperture e chiusure. Pubblico e privato. Guardare e nascondere. Spazi che si aprono nella stoffa. Spazi che si chiudono e celano. Come spazi teatrali vuoti, come pagine bianche da scrivere, come parole da nascondere.

Ora il lavoro di Burri "Grande plastica" Aperture, lacerazioni, buchi, cuciture, tagli. Fatica per uscire, andare oltre, superare barriere e limitazioni. Fatica per ricucire parti, brandelli, elementi e ritrovare una propria identità.
Tutti i giorni mi sembra di assistere e vivere questa dimensione. Nascondere fragilità, trovare poi il coraggio per mostrarsi. E poi sentirsi il mondo addosso: graffi, carezze, assenze e un'immensa voglia di vivere.


Rondinone "Bersaglio". Mettere a fuoco. Scegliere il proprio obiettivo. Cosa fare. Dove andare.
Mettere a fuoco. Valutare mezzi, costi, ricavi. Ottimizzare tempo, energia, impegno.
Razionalizzare. E poi perdersi nei colori. Dimenticarsi di obiettivi, progetti, razionalità. Perdersi nei colori e lasciare la fantasia libera, fra colori sfocati, senza obiettivo.

Piero Dorazio "Composizione astratta (ognuno tesse le sue indulgenze)"
Conosco benissimo questo lavoro. Ma solo oggi ho letto il sottotitolo. Ognuno tesse le sue indulgenze. Bellissimo e vero.

Alberto Giacometti "Tete qui regarde" Sottile, Finissimo. Impalpabile. Devi metterci attenzione e intuizione. Ti guarda questo lavoro. Ma devi aver voglia di lasciarti guardare. Un lavoro così leggero eppure così forte. Un lavoro che parla ad una parte profonda di me.

Alain Jacquet "Dejenuer sur l'herbe". Guardo il lavoro e sorrido. Penso a Warhol e al quarto d'ora di notorietà che spetta a tutti. Un quarto d'ora per tutti. In attesa facciamo le prove. Posiamo, come in un quadro, alla ricerca del nostro profilo migliore. Narrazione Pop.

Arrivo poi nella sala che rimbomba fuoco e armi. Ad angolo due lavori distanti per epoca e tecnica: Burri "Grande rosso" e Cammarano "Battaglia di San Martino". La battaglia di San Martino ... sì me lo ricordo questo nome. Una pagina sbiadita che salta fuori da un vecchio libro di storia.
E poi il rosso. Il grande rosso di Burri. Che salta fuori dalle pagine dei giornali, dalle immagini che si rincorrono sui video. Rosso guerra e fame. Rosso rabbia e disperazione. L'arte mi commuove.

Entro nella sala dedicata alle migrazioni di ieri e di oggi. Quadri, foto, video. Su una porta una scritta di servizio: solo uscita di emergenza. Strana ironia casuale e involontaria.
Giro per il museo con il mio taccuino degli appunti. Colori, forme, dimensioni. Nell'arte trovo le mie storie.










































sabato 3 dicembre 2016

ARCOBALENO: IL TEMPO DELLO STUPORE

Ti affacci per caso in strada e ... eccolo! Che bello!
Le cose che mi piacciono mi fanno sorridere e ridere.

Con l'ombrello in una mano e il telefono nell'altra, in strada a fotografare il cielo.
Io e Marco a indicare. 
Passano due persone che chiacchierano distratte. 
Guardate che bello! diciamo puntando il dito verso il cielo
Ci rispondono con un vago: sì sì. E riprendono a chiacchierare stanche.
Ma come si può non guardare l'arcobaleno!

Un ponte colorato nel cielo.
Arcobaleno e ponti. E di ponti avremmo bisogno. Passaggi. Incontri. Scambi.

Attenzione, tempo e stupore. Tempo per fermarci a guardare un arcobaleno e stupirci.

Poi la luce in un istante cambia. E i colori in silenzio smettono di brillare. 
Rientro in casa. 
Riprendo a scrivere e lavorare. Sulle dita, che battono sui tasti, un pò di colore e stupore.



LE CANTASTORIE: STORIE DOLCI E SALATE

LE CANTASTORIE
Tutte donne. Tutte con la voglia di raccontare, condividere, narrare. Ma donne che hanno deciso di ritagliarsi del tempo e di "riempirlo" con creatività.
Le Cantastorie sono un gruppo tutto al femminile che attraverso la narrazione, la scrittura, l'espressione creativa, condivide storie e memoria. 

Conduco questo laboratorio da diversi anni.
Se penso a quando abbiamo iniziato mi rendo conto di quanta strada hanno fatto. 

In un quartiere romano periferico, senza strutture aggregative, nessun cinema, nessun teatro, questo "manipolo" di donne scrive, racconta, narra. 
E' pronto ad "occupare" gli spazi che vengono proposti e a riempirli di parole, energia e partecipazione. 

Credo molto in questo progetto. Narrazione e socialità. Scrittura e partecipazione. Teatro e recupero di forme aggregative culturali.

Le Cantastorie. Un gruppo di narratrici di frontiera, pronte ogni volta a sperimentare.
Sono orgogliosa del loro impegno, della loro voglia di fare, sperimentare, provare. 

Oggi, un nuovo spazio! Abbiamo inaugurato la stagione del caffè letterario di Crema e Cioccolato. E infatti dopo le storie ... cioccolata calda! E intorno al tavolo, progettavamo già nuove storie :)

Grazie a Milena, a Domenico e a Crema e Cioccolato per lo spazio e l'ospitalità e grazie a tutte le persone che hanno partecipato con applausi e sorrisi






giovedì 1 dicembre 2016

IL MIO COLORE PREFERITO

IL MIO COLORE PREFERITO 
colori colori colori ... difficile scegliere quale colore mi piace di più.
anche se, lo ammetto, ho una passione speciale per il GIALLO e l'ARANCIONE! 
certo il BLU è bellissimo. 
il VERDE mi emoziona.
il VIOLA mi intriga. 
quello che mi piace in modo particolare è abbinare i colori. 
Abbinare i colori quando mi vesto. Abbinare i colori sul mio tavolo da lavoro. 
Abbinare i colori quando scrivo :)
e a te, quale colore piace di più?
sono curiosa, fammi sapere
(aspettando di iniziare il laboratorio Scrivere a Colori)

mercoledì 30 novembre 2016

VOGLIO UN ANNO TUTTO A COLORI

VOGLIO UN ANNO TUTTO A COLORI!
La penna giusta me l'hanno già regalata ;) ed io sono pronta ad iniziare!

A gennaio parte un nuovo laboratorio di scrittura, creatività e colori!

Da l’11 gennaio, per 6 mercoledì dalle 18 alle 20 SCRIVERE A COLORI!

Parole, colori, storie, arte, narrazione, si incontrano, mescolano, impastano.
Un laboratorio di scrittura molto creativo e dinamico.

Ogni incontro è dedicato ad un colore.

Iniziamo con il BLU. Il mondo dell’arte è molto blu! Dal cielo stellato di Giotto a Chagall al blu Kline. In musica il blu del blues. Nella moda il blu per un’eleganza “misurata”. Colore che assoceremo alla nostra capacità mnemonica, distinguendo memoria affettiva e memoria sensoriale. Un colore che ha molti significati e scrivere “in blu” ci permetterà di esplorare il mondo delle emozioni.

Ed ora il ROSSO. Un colore forte ed intenso. Un colore che emana il calore del fuoco –come nei lavori di Burri- ma anche colore avvolgente -come nelle pitture pompeiane. Rosso primitivo, passionale. Il colore preferito da molti bambini. Scrivere “in rosso” sollecita indubbiamente passione e gioco.

Il VERDE ci porterà in una dimensione fortemente legata alla natura. Dai lavori della Land Art partiremo per un viaggio dove scoprire i diversi significati del verde e le loro possibili trasformazioni in narrazione. Attraverso alcuni esercizi teatrali, sperimenteremo il movimento lento, l’attenzione mirata, l’immedesimazione. Scrivere “in verde” ci permetterà di scoprire il nostro rapporto con l’ambiente.

Il GIALLO mette suscita emozioni e pensieri molto diversi. Gli stessi significati del giallo sono molteplici. Per l’arte visiva noi faremo riferimento, fra gli altri, a Van Gogh, Rotko e Modigliani. Come elemento naturale, assoceremo il giallo al calore solare, vitale e luminoso. “Scriveremo in giallo” e lavoreremo sulla scrittura epistolare.

ARANCIONE
e VIOLA: spazio all’energia e alla trasformazione. Questi colori nei lavori di O’Keeffe, Renoir, Matisse –solo per citarne alcuni- sono intensi e pieni. Ci lasceremo coinvolgere dall’energia dell’arancione e dalla riflessione del viola. Esercizi di narrazione collettiva e movimento teatrale ci permetteranno di scoprire la dimensione del gioco, ottimo spunto per nuove storie. Scrivere “in arancione e viola” è stimolante e divertente.

BIANCO e NERO. Solo a scrivere questi due colori, affiorano immagini e situazioni. Per l’arte faremo riferimento a Man Ray, Segal e Moore. Bianco e nero come contrasto, contrario e infine equilibrio. Colori dai significati diversi a seconda della cultura di riferimento. Colori neutri per definizione e che invece sono molto intensi nel nostro immaginario. Scrivendo in “bianco e nero” per delineare i tratti salienti di alcuni personaggi.

· Durata: 6 incontri, ogni Mercoledì dall'11 Gennaio! orario 18-20
· 2 ore per ogni incontro
· Dove: via degli Aurunci 20, Roma, San Lorenzo City
· Per modalità di iscrizione e contributo: chiamare il 3459702288 o scrivere a paola.madau@progettograf.it

martedì 29 novembre 2016

CALEIDOSCOPIO DI EMOZIONI

CALEIDOSCOPIO DI EMOZIONI
Sono frammenti. Parole. Idee. Storie. Riflessioni.
Leggo tutti i messaggi che sono mi arrivati, sia pubblici sia privati, per il post Io non ho figli.


Sono frammenti di storie. Li ricompongo come fossero un puzzle. 
Osservo un quadro colorato, in continua trasformazione, evoluzione. Un caleidoscopio. Frammenti di colore che di muovono a disegnare forme sempre nuove.


Maternità e paternità raccontati con delicatezza, emozione, energia, scelta. Perché io e tutti coloro che mi hanno scritto -con o senza figli- condividiamo un frammento di storia, emozione, pensiero.


Scrivo e racconto storie. Questo il mio lavoro. E questa è una bellissima storia narrata insieme.


domenica 27 novembre 2016

IO NON HO FIGLI

Guardo la televisione. Sono distratta. I visi di Fazio e Vecchioni riempiono lo schermo. Stanno parlando di genitori e figli. Poi sento una frase. " ... è un deserto". Non sono certa di aver capito bene. 
Marco, cosa ha detto Vecchioni? 
Ha detto che chi non ha figli, vive in un deserto.
Rimaniamo qualche secondo in silenzio. Poi Marco mi dice: accendi il computer e scrivi!
E sto scrivendo.
Io, come 1 donna su 5 in Italia, non ho figli. I motivi non devo spiegarli, giustificarli, esternarli con nessuno. Scelta o casualità o impossibilità non ha importanza. Io, come 1 donna su 5 in Italia, non ho figli.
E non mi sento di vivere in un deserto.
Mi dispiace che chi ha la possibilità di parlare in televisione, possa dire sciocchezze del genere. La poesia non è solo nei versi di una canzone. La poesia è sensibilità, attenzione, intelligenza.
Non ho figli ma vivo in mondo rigoglioso di relazioni, rispetto, creatività, attenzione. 
Avere figli non da automaticamente la "patente" di genitore. Credo che tutti conosciamo figli che soffrono per genitori assenti, egoisti, egocentrici, dominatori. E nessuno, ascoltando queste storie pensa: però quella persona non è un deserto perchè ha figli. Abbiamo tutti pensato: ma perchè certe persone decidono di fare figli se poi si comportano così?
Non basta avere figli per essere genitori. 
E i figli non sono l'oasi di nessuno. 
Rispetto, amore, condivisione, confronto, ascolto, dialogo, pazienza, energia, intelligenza. Sono tante le qualità di un genitore. Con o senza figli. Come me. E come tante altre donne e uomini.
(foto di un lavoro di Bansky)



IL TEATRO IN UNA STANZA: ROSA CONFETTO GIALLO MIMOSA VERDE LIMONE

Il teatro dove il teatro non c'è. La rassegna "Il teatro in una stanza" nasce così. Dalla voglia di fare teatro dove il teatro non c'è. Dove mancano gli spazi adeguati o semplicemente mancano gli spazi.

Il teatro è ovunque. E allora: una stanza accogliente e colorata. Un tempo scelto e denso di energia.
Perchè siamo convinti che il teatro sia davvero un luogo speciale. E non ha bisogno di palco o sipario. Ha bisogno di contenuti e partecipazione, voglia di condividere e dialogare.

26 novembre. Raccontiamo storie di donne. Perchè oggi è una giornata importante. 
Raccontiamo a modo nostro, miscelando sorrisi e riflessioni. Storie "Rosa confetto, giallo mimosa, verde limone"

Grazie a tutto il pubblico che ha partecipato e grazie al cdq TorreMaura per lo spazio. Collaborare è fondamentale per crescere, cambiare, insieme.
(le foto sono di Carla Montesano :))

venerdì 25 novembre 2016

LE DONNE E LA TROPPA LIBERTA'

Parità. Uguaglianza. Uomini e donne hanno stessi diritti e stessi doveri. Siamo tutti d'accordo. La conversazione di qualche giorno fa, è piacevole. Siamo ad un bar, io e altre tre donne. Ci scambiamo idee e pensieri. Poi una notizia di cronaca ci porta ad una realtà assurda e folle. Un'altra donna uccisa dal proprio compagno. 

Esprimiamo rabbia, dolore e sconcerto. Abbiamo domande alle quali non troviamo risposte. Siamo tutte d'accordo.
Non c'è violenza che possa essere giustificata. 

Ci chiediamo cosa si possa fare. Dobbiamo insegnare alle donne a difendersi. Da quando sono bambine, devono fare corsi di autodifesa. Sono tutte e tre d'accordo.
Io sono perplessa. Non escludo che sia importante difendersi, ma non sarebbe importante anche che gli uomini imparassero a non usare la violenza?
Certo, mi risponde una, ma se noi vogliamo avere tutta questa libertà, è normale che alcuni uomini si sentano minacciati. Ammettiamolo, le donne a volte si prendono troppa libertà"

E qui su la "troppa libertà che alcune donne si sono prese", che la conversazione prende una piega che non riesco a seguire. Ascolto ma davvero non riesco a capire.
Non sono mai stata brava a ricordare aforismi e frasi famose, ma fra le poche che rammento c'è quella di Enzo Biagi: la libertà è come la poesia, non ha aggettivi. 
Cosa vuol dire: troppa libertà? 

Con questa domanda irrisolta, oggi penso a tutte le donne. Ragazze, bambine, adulte, anziane. Tutte, senza distinzione, libere di essere ciò che vogliono. Senza giustificazioni. Libere.
Penso a tutti quei genitori, che insegnano ai propri figli -maschi o femmine- ad essere liberi di esprimersi ed imparare ad accettare gli altri, a confrontarsi con il dialogo e il rispetto.

Io sono convinta che la storia noi, insieme, la possiamo cambiare. 




mercoledì 23 novembre 2016

HANNO INAUGURATO UNA SCUOLA NUOVA

Hanno inaugurato una nuova scuola. 
Questa notizia è speciale. Una scuola nuova. Banchi, lavagne, colori, libri, quaderni. 
Ci sono luoghi in cui abita il futuro. E la scuola è uno di quei luoghi. 
Si muovono idee, saperi, conoscenze, innovazioni. Radici e ali.
Una scuola nuova. Per cominciare, continuare, partire, restare.

Sono figlia di una maestra elementare e una scuola nuova è, nella mia mente, memoria e futuro.
Esco con questi pensieri. Mani in tasca e naso all'insù ad annusare le nuvole. 

Passo vicino ad un gruppo di persone che si stanno chiacchierando. Intercetto qualche parola che mi incuriosisce. Rallento e ascolto (lo so non si fa ma non resisto)
“Ma non sai che ha detto ieri mia figlia!? Mamma da grande voglio fare la maestra. Io e mio marito ci siamo guardati. Poi lo sai com’è lui, ha sorriso e ha detto: poi quando sei grande ci pensiamo. Io a quel punto mi sono imputata e sono stata chiara. E no tesoro mio! Io e tuo padre ti mandiamo a scuola privata, ti facciamo studiare chitarra, danza, scherma, hai la babysitter bilingue … e tu via a fare la maestra! che guadagni una miseria!? Eh tesoro mio, mica puoi sprecare così i nostri soldi”

Ho ripreso ad annusare le nuvole e mi sono allontanata. Il profumo di chanel e mediocrità della signora in giacca di vigogna mi ha seguito per un pò. Poi è svanito come il suo pensiero.

A Roma hanno inaugurato una scuola nuova. Ci insegna la figlia di mia sorella, anche lei maestra.
A Roma hanno inaugurato una scuola nuova e noi abbiamo festeggiato.


martedì 22 novembre 2016

“Sensi Unici”, presso lo spazio Fontana del Palazzo delle Esposizioni

Toccare. Esplorare. Immaginare.
La mostra di libri e opere tattili “Sensi Unici”, presso lo spazio Fontana del Palazzo delle Esposizioni, mi ha permesso di toccare, esplorare, immaginare nuove storie, racconti e percorsi.

Una mostra tutta da toccare: stoffe, carte, fili, punti.

Il tema della stoffa e la narrazione, mi interessa da tempo. Prendo appunti, scrivo, annoto.
Ma questa mostra mi ha regalato emozioni e idee nuove.
Trama e intreccio di fili e parole. Stoffe antiche da accarezzare e lasciare andare la memoria. Carte leggere come cipria e cartoncini ruvidi come corteccia.

Mentre giravo in questa sala raccolta e densa di lavori, la mia fantasia ed immaginazione correva.
Uno spazio piccolo ma così carico di energia e spunti.

Ho in mente di organizzare una visita alla mostra per un lavoro di scrittura collettiva.


Sensi unici che aprono strade in mille direzioni.

domenica 20 novembre 2016

io non so proprio cucinare artekreativa libreria il mattone

Una bellissima libreria piena piena di un bellissimo pubblico!
Ieri sera lo spettacolo "Io non so proprio cucinare" ha debuttato in un'atmosfera calorosa, attenta e coinvolgente.
Il testo di questo spettacolo è nato un pò per volta. Ho scritto le storie ... con calma. In genere mi butto a capofitto nella scrittura di un testo. Questa volta no. Ho "assaporato" le storie una alla volta. Aspettando le parole giuste. Prendendo tempo per la costruzione della trama di ogni singolo racconto.
Dopo la scrittura, le prove.
Con Marco le prove sono state particolarmente creative, stimolanti, inventive. Lettura, prove, musica.
Marco in particolare ha trovato escamotage, idee, intuizioni che hanno dato allo spettacolo, quel gusto speciale, originale.
Insomma, è vero io non so proprio cucinare, ma questo spettacolo ci è piaciuto tanto, scriverlo, costruirlo, provarlo e portarlo in scena.
Grazie a tutto il pubblico, caloroso e allegro, che ieri sera ci ha regalato un applauso caldo ed affettuoso. Grazie a Daniele Pellegrino per le foto
E di Alessio e della sua libreria, che dire?!?! Libraio speciale, libreria speciale!





mercoledì 16 novembre 2016

STORIE CHE PROFUMANO DI SAPORI E SOGNI

Non so cucinare. E questa è una certezza.
Ma sono capace di miscelare bene profumi e aromi.
Ho naso. Ho fiuto. Annuso e scelgo.

Menta e pioggia per un pomeriggio in casa a chiacchierare con una persona che vuoi imparare a conoscere.
Limone e nuvole per una pausa tranquilla a schiarirsi le idee. Poche gocce di limone su un batuffolo di nuvole e tutto cambia
Cannella e vento per una passeggiata tra innamorati, la cannella fa sorridere, il vento fa camminare vicini.
Anice e acqua in una brocca di vetro per ascoltare le storie di una persona con i capelli bianchi. Sorseggiare lentamente.
Vaniglia e latte da assaporare in giardino quando è estate e sotto una coperta arancione quando è inverno.

Non so cucinare. Ma mi piacciono le storie che profumano di sapori e sogni.

Mi piace ascoltare storie. Mi piace raccontare storie.

domenica 13 novembre 2016

NARRAZIONE CONDIVISA novembre 016 ARTEKREATIVA

ArteCondivisaMa che bello ricominciare questa nostra rassegna! 
Scrittura, arte visiva, musica, videoart, teatro. Quanti linguaggi per raccontare, narrare, condividere.

Mi piace l'atmosfera di questi incontri. Informale e coinvolgente. Mettere in comune qualcosa di se. Esprimersi secondo le modalità a ciascuno più congeniali.
Ascoltare, guardare, confrontarsi. Ridere, commuoversi, incuriosirsi. 
Mi piace quello che riusciamo a fare insieme. 

Abbiamo iniziato con un bellissimo incontro. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e reso speciale questa mattinata. Appuntamento al prossimo mese :)
... e se siete curiosi di sapere qualcosa di questo incontro, un video per riassumerlo e un consiglio: la prossima volta venite!

ARTE CONDIVISA novembre 016
hanno partecipato: Marisa Basilici, Mirella Basilici, Rosa Bucchieri, Lucilla Carboni, Carmela Ciampi, Lidia Grisi, Mauro Marabitti, Carla Montesano, Vincenzo Napoli, Lydia Predominato, Stefania Spera, Nadia Turella 








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